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Comitato olimpico consente ai transessuali di partecipare ai giochi olimpici

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Novità per gli atleti transgender: d’ora in poi potranno partecipare anche senza intervento chirurgico.

Per gli atleti è in arrivo una nuova regola controversa: il Cio, il Comitato Olimpico Internazionale, ha stabilito delle novità in materia di atleti transgender.

A riportare la notizia è il Guardian.

Le autorità mediche del Cio hanno annunciato un cambio nella politiche scientifiche, legali e sociali legate alle questioni delle atlete e degli atleti transgender. A partire dalla prossima Olimpiade, che si terrà a Rio, uomini e donne potranno gareggiare insieme. Quello che si appresta ad essere un radicale cambiamento, però, riguarda solo i transessuali, che d’ora in avanti non dovranno più sottomettersi ad un intervento chirurgico di riassegnamento del sesso. La decisione, che è destinata a scatenare polemiche, si è resa necessaria dopo che alcuni casi di iperandroginismo come quello della velocista indiana Dutee Chand (e prima ancora dell’ottocentista sudafricana Caster Semenya) avevano generato dei dubbi sulla categoria di appartenenza di alcuni atleti.

Le linee guida del Cio, che riguardano tutte le federazioni sportive, non sono delle vere e proprie regole ma di raccomandazioni che vanno a riempire un vuoto legislativo, visto che in molti casi le singole federazioni non hanno una normativa in materia. In pratica se le precedenti linee guida che risalivano al 2003 prevedevano esclusivamente l’intervento chirurgico seguito da almeno due anni di terapia ormonale, come certificazione dell’essere atleta uomo o donna, adesso quel che conta è il livello del testosterone, come indicatore che dirà se l’atleta dovrà gareggiare nella categoria maschile o in quella femminile. Tale livello (che per essere considerati donna non dovrà eccedere per un anno intero i 10 nanogrammi per litro) dovrà però essere raggiunto almeno un anno prima dell’evento sportivo al quale si deve partecipare. Ciò significa che, almeno per Rio, i giochi, ormai, sono fatti.

Il giornale

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